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La mia prima (mezza) Route

2 – 3 – 4 – 5  Gennaio 2011

Dopo aver preso la Messa siamo partiti. Una suora ci ha fermato per dirci che avrebbe pregato per noi. Forse è grazie alla sua preghiera che La Provvidenza ci ha ascoltati, non potremo saperlo mai.

Siamo partiti in macchina per arrivare a Montereggio, da qui inizierà la vera avventura!

Montereggio è un paesino dove la percezione del tempo cambia e sembra più lento, statico, non si trova nessuna fretta nelle persone che si incrociano per le indicazioni della strada. La cosa più sorprendente è il fatto che sia nata lì la figura del libraio.

E’ proprio in questo paesino che abbiamo incontrato il famigerato (e ormai leggendario) Uomo Con La Pipa! Il suo consiglio è sempre lo stesso: sempre dritto! Successivamente ci aiuterà attraverso delle reincarnazioni.

Questo fantastico incontro ci indicò la retta via che………………..molto presto perdemmo! Dopo mangiato abbiamo ricominciato a camminare per arrivare a Rossano. Iniziò a fare buio ma non si vedeva ancora la città, l’entusiasmo non svaniva ma il membro più debole, la sottoscritta, iniziava a cedere. Siamo sopravvissuti questo vuol dire che arrivammo a Rossano cantando, ridendo e parlando di teletrasporto.

Fu proprio all’arrivo al paesino che ci sorprese una delle tante reincarnazioni dell’Uomo Con La Pipa, un anziano vecchietto che alla richiesta di indicazioni ci disse che era proprio quello il paesino che stavamo cercando! E’ poesia per le orecchie di uno scout stanco. Così, rincuorati di non aver sbagliato strada, andammo avanti fino a che non trovammo la casa. La vecchietta fra un pochino non ci chiuse fuori, però appena ci vide ci aprì e ci invitò a restare in silenzio dopo le 22:00. La stufa ci riscaldava e ci rendeva ancora più felici, giocammo e ci divertimmo tantissimo. Andammo a letto verso mezzanotte.

I primi quindici km li avevamo percorsi.

Inizia la seconda tappa, per me l’ultima, che costituiva nel percorrere altri 20 km da Rossano a Formentara. In questa tappa siamo stati aiutati tantissimo dal Caso (o come lo volete chiamare). Non ho dati per le mani ma solo sei testimonianze di anime stanche ma felici. Io vi riporterò semplicemente i miei ricordi e la mia esperienza.

Il Destino ci aiutò fin da subito, infatti, percorsi pochi kilometri si presentò a noi come uno stupendo autobus. L’equivalente di una fontana in mezzo al deserto, una visione sublime che ti fa sentire ancora più vivo, ti dà sollievo. Sull’autobus incontrammo un’altra delle reincarnazioni (una signora anziana ma arzilla) che ci fece ricordare l’insegnamento maestro: sempre dritto!!!

Abbiamo seguito le indicazioni e il sentiero era davvero ripidissimo. Anche a distanza di giorni mi ricordo quel sentiero, che non diminuisce di ripidità neanche nei meandri della memoria. Però abbiamo superato anche questa difficoltà, tutti insieme. Arrivati finalmente sulla strada abbiamo visto un altra visione Celestiale: un automobile!!! Passò in quel preciso momento con un uomo e un bambino al suo interno. Ci diedero un passaggio fino al primo rifugio. Dentro a quel luogo finisce la mia Avventura e inizia una nuova tappa per il resto della compagnia.

Questo articolo lo vorrei dedicare a tutto il Noviziato che mi ha aiutato e confortato nei momenti più difficili. Vorrei dedicarlo a quelle persone che mi prendevano lo zaino quando ero allo stremo delle forze come Manù e Samu, vorrei dedicarlo a Marco che retrocedeva per stare al mio fianco e incoraggiarmi, lo vorrei dedicare a Luca e alla Ale che hanno contribuito all’allegria della Route in maniera determinante. Grazie a tutti!

Mariluna Bartolo

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